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La scuola dell’obbligo in piscina

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La scuola dell’obbligo in piscina

Premessa: in Francia si deve saper nuotare per conseguire la licenza della
scuola dell’obbligo, anche io ovviamente da tecnico del settore sogno una
situazione simile  dove tutti gli allievi
delle nostre scuole pubbliche possono usufruire di impianti e sfruttare alcune
delle tante ore passate a scuola per imparare a nuotare. 

Peccato che nella nostra realtà Italiana manchino le condizioni per dare
vita ad un progetto così grandioso, evidenziando:

– Limiti strutturali, a
partire dalla carenza degli impianti in termini di numero, distribuzione sul
territorio e loro caratteristiche costruttive (questo non è un problema in
provincia di Brescia)

– Limiti nella capacità di coordinare le
varie esigenze organizzative  quando si
devono far lavorare insieme diversi ambiti, nello specifico quello pubblico
(scuola e pubbliche amministrazioni) e quello privato (le società sportive) che
devono contribuire a far funzionare il progetto, ognuna per le proprie
competenze (orari, trasporto etc etc…)

– Limiti culturali da parte
di soggetti diversi intesi come famiglie, scuole e amministrazioni comunali
varie a cui queste attività risultano molto più difficoltose di quello che
sono in realtà

Tuttavia negli ultimi anni la situazione è migliorata con  la crescita di nuovi impianti (come il
nostro) e ne è una prova evidente anche il fatto di come sia ridistribuita la
geografia nel settore agonistico in quanto adesso non è difficile vedere a gare
internazionali atleti che hanno mosso le prime bracciate in un paese (come
potrebbe essere Palazzolo) e non solo nel super centro Fin di una grande città.

Alcuni dei nostri giovani agonisti

Tuttavia resta alto il livello di diffidenza all’ambiente acquatico dove la
piscina e le attività che vi si svolgono sono ancora percepite come qualcosa di
“diverso” da altri sport e di cui non fidarsi completamente.

Ma è sotto l’aspetto della scuola e della pubblica amministrazione che la
situazione non è migliorata molto a mio modesto parere, visto come a certe
carenze che si riscontravano già vent’anni fa ( quando ho iniziato questo
lavoro) ci sono sempre minori fondi a disposizione e servizi sui quali
fare affidamento, magari affidati a terzi (es. i trasporti) e non più
disponibili per attività “non istituzionali” come potrebbe essere  un corso di nuoto.

Purtroppo a differenza di tanti altri paesi europei come Francia e Olanda il
nuoto non è mai stato inserito nei  programmi ministeriali e materia di
insegnamento.

Nonostante questo noi gestori ci crediamo sempre e cerchiamo di proiettarci
nel futuro spinti da diverse motivazioni non tanto di carattere economico, in
quanto il costo di una lezione delle scuole( è piu’ o meno il 40% di un corso
frequentato privatamente) ma per altri motivi quali:

– riuscire a sfruttare spazi, orari ed risorse umane altrimenti poco
utilizzati come quelli della mattina o primo pomeriggio

– diffondere una generale cultura del nuoto e sicurezza  in acqua (l’Italia è circionadata da acqua) aiutando
a vivere l’ambientamento in acqua con i compagni di tutti i giorni è più
facile; il successo di un’attività svolta felicemente con la scuola è
contagioso, specialmente nei piccoli centri, dove il passaparola è senza
dubbio, nel bene e nel male, lo strumento di marketing più importante, ed è uno
dei primi passi nella diffusione di una cultura del nuoto che aiuti a superare vecchi
e radicati pregiudizi.

– creare un percorso didattico articolato su più anni, può dare modo ad
allievi che non possono contare su una mamma o un papà che li iscrive e li
accompagna al corso pomeridiano (risparmiando così tempo e denaro)

inoltre Il nuoto favorisce l’integrazione e il
migliore inserimento di bambine provenienti (e sono sempre di più) da altri
paesi e altre culture

Per
portare le Scuole in piscina è necessario far leva sulla disponibilità di
insegnanti lungimiranti; talvolta invece è necessario aggirare gli ostacoli posti
 da pubblici funzionari e maestre
riottose che al grido di “ma chi me lo fa fare?” non si fanno certo da
promotori di queste iniziative.

In
questo senso è fondamentale trovare persone appassionate e sulle quali fare
affidamento per l’organizzazione, la promozione e la realizzazione di queste
attività nei comitati genitori.

Il nostro caso può considerarsi fortunato in quanto la disponibilità di insegnanti e gruppi di genitori ha fatto sì che Scuole di infanzia (Cologne, La vittoria di Adro e San Pancrazio) Scuole Primarie e Secondarie (San Giuseppe ed E. Fermi di Palazzolo) e, caso raro, Istituti Superiori ( Falcone e Marzoli sempre di Palazzolo) inseriscano per tutti o solo per alcune classi “pilota” il corso nel Piano di Offerta Formativa.

 

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